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Vita da...copywriter!

 

Intervista a Rossana Cavallari

Copywriter CavallariSono Rossana Cavallari, copywriter e storyteller anche se preferisco definirmi appassionata di parole. Vivo a Verona dove lavoro come freelance. Qui ho uno spazio pieno di libri e pensieri che prendono forma. Con me, sempre, un quaderno per gli appunti, matite colorate e pc per iniziare. Creatività e ricerca per continuare. La voglia di ascoltare perché ogni storia è a sé pronta a regalare nuove idee e nuove emozioni. 

 1. In cosa consiste la professione della copywriter?
La professione del copywriter è molto interessante e particolare, oggi certamente cambiata e in continua evoluzione. Il copywriter è colui che, attraverso le parole, crea testi e messaggi pubblicitari. Un lavoro per nulla semplice nel quale creatività e ricerca costante si uniscono trovando l’equilibrio perfetto.

2. Qual è stato il tuo e quale potrebbe essere il percorso di studi ideale che un’aspirante copy dovrebbe seguire?
All’università ho frequentato Scienze Giuridiche e nel frattempo lavoravo come corrispondente per La Voce di Rovigo prima e Il Gazzettino poi. Qui ho capito, a 20 anni, che volevo fare della scrittura il mio lavoro. Un capo redattore che mi ha spronata molto e tanti corsi per apprendere al meglio la tecnica, le strutture, le regole. Per capire cosa significasse essere copywriter ma, soprattutto, cosa volesse dire esserlo in modo diverso trovando la mia identità e il mio valore. Perché copywriter non significa solo claim perfetto o slogan d’impatto. È molto di più. Un lavoro costante di apprendimento e approfondimento che, ancora oggi, non è finito e grazie al quale mi metto sempre in discussione.
A chi oggi volesse iniziare questa professione consiglierei un percorso di studi nell’ambito comunicazione e del marketing per avere una panoramica generale del settore nel quale potersi inserire aggiungendo, poi, la formazione specifica dedicata alla scrittura che, purtroppo, all’università non viene esercitata. 

3. Quali capacità, passioni, conoscenze ci vogliono per lavorare nel tuo campo?
La capacità è legata alla scrittura. Saper scrivere bene e correttamente è importante. Conoscere l’italiano, ad esempio, le varie piattaforme nelle quali i contenuti si possono inserire, i media di riferimento. Conoscere i contesti nei quali ci muoviamo come copywriter. Quei contesti che disegnano, anche, i nostri perimetri di azione. Credo che alla base di tutto serva una grande curiosità. Avere voglia di cercare, di approfondire, di andare oltre, di farsi domande. Sì il copywriter, secondo me, deve una persona molto curiosa nel senso positivo della parola.

4. Qual è l’aspetto della tua professione che preferisci? E quale non ti piace?
La cosa che più mi piace del mio lavoro è potermi mettere in discussione. Ogni giorno. Riuscire a trovare le parole giuste per esprimere un valore, un prodotto, una persona. Farlo al meglio scoprendo proprio quell’elemento che potrà fare la differenza. Mi piace il senso di scoperta e di scelta che ho. Perché una parola al posto di un’altra, in quel contesto, scritta proprio in quel modo. Nulla è lasciato al caso, la creatività è legata all’analisi e all’approfondimento della ricerca. Cosa non mi piace? Ad ora credo di poter dire niente. Certo la professione cambia e non è semplice affrontare le nuove sfide che arrivano ma ho ancora la fortuna di emozionarmi quando scrivo. Finché è così posso dire che il mio lavoro mi piace. Tanto.

5. Ti capita mai il famoso panico da foglio bianco? Come lo superi?
Sì certo mi è successo il panico davanti al foglio bianco. Ricordo bene le prime volte in cui dicevo a tutti i colleghi che non sapevo più scrivere. Puntualmente qualcuno di loro sorrideva e io mi arrabbiavo tantissimo. Negli anni ho capito che, in realtà, non esiste proprio il panico da foglio bianco mentre esiste la capacità di saper aspettare. Scrivere è tante cose. Tecnica, approfondimento, ricerca ma anche, e soprattutto, personalità e identità. A volte sembra di non trovare le parole. Ho imparato ad aspettare che siano loro ad arrivare, a lasciar decantare quello che scrivo e non mi convince, ad ascoltarmi meglio. Funziona. A volte mentre penso di non essere più capace leggo un libro, osservo una pubblicità, ascolto una canzone, osservo le persone e le situazioni che mi circondano ed è lì, quando meno lo aspetto, che arriva la giusta intuizione.

6. Qual è il tuo motto?
“Le migliori idee vengono scherzando e giocando. Scrivi nella maniera più divertente possibile” una frase di David Ogilvy che mi ripeto spesso perché si possono scrivere messaggi importanti pur divertendosi.

? Crediamo che conoscere da vicino le professioni che si aspira a svolgere nel futuro, o scoprirne di nuove, possa essere d'aiuto per la scelta del percorso di studi. Per questo nel nostro Blog condividiamo testimonianze come quella di Rossana, Gaia (storyteller) , Francesca (giornalista),...

 

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